Fragnesia: nuovo exploit pubblico per diventare root

Fragnesia bug linux

A seguito della divulgazione, la scorsa settimana, della vulnerabilità Dirty Frag per il kernel Linux, che è stata corretta nella versione principale solo lunedì, Fragnesia è ora resa pubblica come una vulnerabilità di escalation dei privilegi locali (LPE) simile.

Annunciata oggi sulla mailing list di sicurezza open source da V12 Security, Fragnesia è una vulnerabilità di escalation dei privilegi locali appartenente alla stessa classe di vulnerabilità di Dirty Frag. Fragnesia si basa su un bug distinto nel codice ESP/XFRM, con un errore logico che consente la scrittura arbitraria di byte nella cache di pagine del kernel di file di sola lettura.

Il codice proof-of-concept per Fragnesia è già disponibile. Esiste una patch di due righe per risolvere il problema nel codice skbuff.c del kernel Linux. Tale patch non è ancora stata integrata nella versione principale del kernel né inclusa in alcuna release, ma presumibilmente lo sarà a breve per risolvere questo problema di escalation dei privilegi locali.

L’exploit FUNZIONANTE è in rete pubblicamente accessibile. (NON UTILIZZARE SU SISTEMI NON AUTORIZZATI o IN PRODUZIONE).
CVE assegnato: CVE-2026-46300

Versioni affette da Fragnesia

  • RHEL 10.1: 6.12.0-124.49.1.el10_1.x86_64
  • Almalinux 8,9,10
  • Cloudlinux 8,9,10
  • ….
  • tutte le versioni di kernel degli ultimi 9 anni…

Soluzioni a Fragnesia

Aggiornare urgentemente i propri sistemi appena sarà disponibile la patch e riavviare le macchine. Poichè le patch, al momento della scrittura di questo articolo ancora non sono disponibili, si consiglia di affidarsi a sistemisti esperti.

Riferimenti per Fragnesia

Un nuovo exploit pubblico per diventare root: Dirty Frag

Dirty Frag permette di ottenere privilegi di root sulle principali distribuzioni Linux

L’uptime dei server Linux è destinato a rimanere basso in questi ultimi tempi. Infatti, a distanza di soli pochi giorni dalla vulnerabilià“Copy-Fail” che permette di tipo LPE (Local Privilege Escalation) che consentiva di diventare root, una nuova vulnerabilità grave viene pubblicata.

Si tratta della vulnerabilità Dirty Frag, scoperta e riportata per la prima volta da Hyunwoo Kim (@v4bel), permette di ottenere privilegi di root sulle principali distribuzioni Linux concatenando due vulnerabilità: xfrm‑ESP Page‑Cache Write (CVE‑2026‑43284) e RxRPC Page‑Cache Write (CVE‑2026‑43500).

Il ricercatore Hyunwoo Kim ha divulgato questa seconda vulnerabilità del kernel Linux nella stessa area generale — IPsec ESP e rxrpc — che ha chiamato Dirty Frag. Il bug risiede nei percorsi di decrittazione in-place delle fast‑path di esp4, esp6 e rxrpc: quando un socket buffer contiene frammenti paginati che non sono di proprietà privata del kernel (ad esempio pagine di pipe collegate tramite splice(2) / sendfile(2) / MSG_SPLICE_PAGES ), il percorso di ricezione esegue la decrittazione direttamente su quelle pagine con backing esterno, esponendo o corrompendo il plaintext a cui un processo non privilegiato mantiene ancora un riferimento.

Dirty Frag estende la stessa classe di bug a cui appartengono Dirty Pipe e Copy Fail. Poiché si tratta di un bug logico deterministico che non dipende da finestre temporali, non è necessaria alcuna race condition, il kernel non va in panic quando l’exploit fallisce e il tasso di successo è molto elevato.

La vulnerabilità xfrm‑ESP Page‑Cache Write (CVE‑2026‑43284, score CVSS 3: 7.8 ) è stata corretta nel mainline con la commit f4c50a4034e6 . La vulnerabilità RxRPC Page‑Cache Write (CVE‑2026‑43500) è stata corretta nel mainline con la commit aa54b1d27fe0 .

Exploit dirty Frag eseguito su diverse distribuzioni Linux.

L’exploit FUNZIONANTE è in rete pubblicamente accessibile. (NON UTILIZZARE SU SISTEMI NON AUTORIZZATI o IN PRODUZIONE).

Versioni affette da Dirty Frag

  • Ubuntu 24.04.4: 6.17.0-23-generic
  • RHEL 10.1: 6.12.0-124.49.1.el10_1.x86_64
  • OpenSUSE Tumbleweed: 7.0.2-1-default
  • CentOS Stream 10: 6.12.0-224.el10.x86_64
  • AlmaLinux 10: versioni precedenti a kernel-6.12.0-124.55.2.el10_1
  • AlmaLinux 9: versioni precedenti a kernel-5.14.0-611.54.3.el9_7
  • AlmaLinux 8: versioni precedenti a kernel-4.18.0-553.123.2.el8_10
  • Fedora 44: 6.19.14-300.fc44.x86_64
  • tutte le versioni di kernel degli ultimi 9 anni…

Soluzioni a Dirty Frag

Aggiornare urgentemente i propri sistemi e riavviare le macchine. In caso di necessità si consiglia di affidarsi a sistemisti esperti.

Riferimenti per Dirty Frag

Copy-fail: grave baco sfruttabile per scalare i privilegi ad utente root !

copy-fail-CVE-2026-31431

“Lo stesso script Python da 732 byte ottiene i privilegi di root su ogni distribuzione Linux rilasciata dal 2017. Un singolo bug logico in authencesn , concatenato tramite AF_ALG e splice() in una scrittura di 4 byte nella page-cache — silenziosamente sfruttabile per quasi un decennio.”

Un difetto nel kernel di linux può essere sfruttato con estrema facilità e senza precondizioni particolari per diventare utente root.
E’ disponibile dal 30 aprile 2026 un exploit pubblico funzionante.
L’immagine mostra come, senza alcun cambiamento, sia possibile sfruttare il baco su diverse distribuzioni Linux recenti per la scalata dei privilegi ad amministratore.

sicurezza linux, copy-fail exploit su diverse distribuzioni

Crediti e riferimenti

https://copy.fail/
https://security-tracker.debian.org/tracker/CVE-2026-31431
Exploit (NON USARE SE NON AUTORIZZATI e NON USARE SU SISTEMI IN PRODUZIONE):
https://github.com/theori-io/copy-fail-CVE-2026-31431/blob/main/copy_fail_exp.py

Versioni affette dal bug copy-fail, CVE-2026-31431

1. Versioni del Kernel affette

In linea generale, tutti i kernel rilasciati dal 2017 (a partire dalla versione 4.14 circa) fino alle patch di aprile/maggio 2026 sono vulnerabili.

Ramo KernelPrima versione corretta
6.12 LTS6.12.85
6.6 LTS6.6.137
6.1 LTS6.1.170
5.15 LTS5.15.204
5.10 LTS5.10.254

2. Ubuntu

Ubuntu è stata ampiamente colpita, inclusi i nodi Kubernetes e i runner CI/CD.

  • Ubuntu 24.04 LTS (Noble Numbat): Affetta (Kernel 6.8). Patch rilasciata a maggio 2026.
  • Ubuntu 22.04 LTS (Jammy Jellyfish): Affetta (Kernel 5.15).
  • Ubuntu 20.04 LTS (Focal Fossa): Affetta (Kernel 5.4/5.15 HWE).
  • Ubuntu 25.10 / 26.04: Le versioni di sviluppo più recenti che montano il kernel 7.0 o successivi sembrano essere immuni o già patchate “by design”.

3. AlmaLinux / RHEL

Essendo basata su RHEL, AlmaLinux ha seguito il ciclo di rilascio di Red Hat (RHSB-2026-02).

  • AlmaLinux 9: Affetta. Corretta a partire dalla versione kernel 5.14.0-611.49.2.el9_7 .
  • AlmaLinux 8: Affetta. Patch disponibile nei repository di test/main a inizio maggio 2026 (versioni precedenti ai kernel 4.18.0- 553.121.1)
  • AlmaLinux 10: Affetta. Corretta dalla versione 6.12.0-124.52.2.el10_1 .

4. Debian

Debian 11 (Bullseye): Affetta. Utilizza il kernel 5.10 LTS, anch’esso patchato tramite i canali di sicurezza.
Debian 12 (Bookworm): Affetta. Utilizza il kernel 6.1 LTS, che è stato patchato con gli aggiornamenti di sicurezza di maggio 2026.

Soluzione

Si consiglia di aggiornare i propri sistemi con la massima urgenza. Affidarsi a sistemisti esperti in caso di necessità.

Ransomware in Italia

Le statistiche sul ransomware in Italia per i primi mesi del 2025 indicano un aumento del 64% negli attacchi ransomware, con l’Italia che si posiziona come il quarto paese al mondo più colpito. Le aziende italiane pagano riscatti medi più alti della media globale e il settore manifatturiero è il più colpito, seguito dall’IT e altri settori professionali. La Pubblica Amministrazione sta aumentando gli investimenti per rafforzare le proprie difese contro queste minacce. 

Dati e Tendenze Recenti

  • Aumento degli attacchi: i primi mesi del 2025 hanno visto un aumento del 64% negli attacchi ransomware rispetto ai mesi precedenti, secondo un report dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
  • Posizione globale: l’Italia è diventata il quarto paese al mondo più colpito dai ransomware, un dato preoccupante evidenziato dal Y-Report 2025 di Yarix.
  • Riscatti più alti: le aziende italiane pagano riscatti medi più elevati rispetto alla media globale, con una mediana di 2,06 milioni, secondo Agenda Digitale.
Ransom, pagamenti statistiche mondiali – fonte Veeam

Settori e Tipi di Attacco

  • Settori più colpiti: il settore manifatturiero è il più colpito dai ransomware, seguito da vicino dal settore IT. Altri settori vulnerabili includono sanità, turismo/ristorazione e servizi professionali.
  • Vettori di attacco: i vettori d’attacco più comuni includono campagne malevole via e-mail, l’uso di credenziali compromesse e lo sfruttamento di vulnerabilità note.

Impatto e Risposta

  • Recupero dati:Nonostante il problema, il 99% delle aziende italiane sotto attacco ransomware è riuscito a recuperare i propri dati, un dato superiore alla media globale. 
  • Investimenti in sicurezza:La Pubblica Amministrazione sta incrementando i propri investimenti nella sicurezza informatica per migliorare la resilienza contro le minacce. 
  • Sfide:Le aziende, in particolare le PMI, sono bersagli preferiti per i cybercriminali a causa della loro minore cultura della sicurezza. 

Per ulteriori informazioni dettagliate, si possono consultare i rapporti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e del Rapporto CLUSIT. 

Cyber security, sicurezza informatica, sicurezza rete

Servizi di sicurezza informatica, cyber security, network security

SicurezzaRete fornisce servizi per la verifica dello stato di sicurezza informatica aziendale e per la protezione dei dati aziendali.

Con oltre 20 anni di esperienza nel supporto alle aziende per l’uso della rete Internet e la riduzione al minimo dei potenziali rischi ad esso legati, Sicurezzarete continua ad essere un riferimento per le aziende in un ambiente sempre più connesso, complesso ed ostile.

Tra gli interventi di assistenza possono essere realizzate le implementazioni tecniche previste dalla direttiva NIS2.
Supporto all’adeguamento alle normative ACN per le Pubbliche Amministrazioni che devono adottare sui propri sistemi informatici per garantire adeguati standard di sicurezza.

Su richiesta ed autorizzazione del cliente, SicurezzaRete e’ in grado di fornire, a seguito di accurato monitoring e verifica, una dettagliata analisi relativa alle vulnerabilità di rete (penetration testing), dei servizi attivi e dei software installati.

L’analisi dello stato di sicurezza viene completata con la consulenza di esperti sistemisti che analizzano gli eventuali problemi relativi al livello di protezione delle reti e la sicurezza dei dati aziendali. A completamento della consulenza vengono proposte soluzioni per innalzare il livello di sicurezza fino a quello richiesto dalle politiche aziendali.

Cyber security, network security, penetration testing

I servizi di cyber security e network security permettono il controllo del livello di protezione della sicurezza rete informatica e della protezione dei dati aziendali. La verifica dello stato di messa in sicurezza dei server e delle reti si compongono di numerosi aspetti e operazioni:
– sicurezza passiva (sicurezza fisica)
– sicurezza attiva (sicurezza logica)
– analisi della network security
– verifica stato sicurezza server
– penetration test
– campagne di phishing simulato per verifica personale
– analisi della protezione da ransomware
– Security Assessment (SA)
– fix e messa in sicurezza dei server
– attuazione contromisure
– verifica delle configurazioni
– monitoraggio e controllo reti
– analisi post intrusione

Rischi e danni 

cyber security, sicurezza informatica e sicurezza rete
Cyber security, sicurezza informatica e sicurezza rete

Il 98% dei sistemi informatici connessi ad Internet ha almeno un problema di sicurezza. Il collegamento dei sistemi e della rete informatica ad Internet può esporre i dati privati e aziendali a soggetti indesiderati.
Numerosi danni conseguenti alle violazioni informatiche possono verificarsi, a titolo di esempio:
– furti di dati e/o di identità
– danneggiamenti di dati
– perdita dati e danni economici da attacchi ransomware
– violazione di diritti d’autore o brevetti aziendali
– interruzione o limitazione dei servizi (DOS e DDOS)
– inaccessibilità dei dati e blocco dell’operatività (Ransomware)
– uso abusivo degli apparati e dei server aziendali (spam, phishing, crimini informatici, hacking)
– violazione delle normative sulla privacy

I problemi di sicurezza informatica hanno come conseguenze danni economici e d’immagine oltre a permettere la violazione della privacy dei dati personali e aziendali.

Messa in sicurezza sistemi informatici e reti

Le tecnologie e strategie adottate per la messa in sicurezza della rete aziendale e dei sistemi si basano su:
– Firewall 
– Application firewall
– Web Applicarion Firewall (WAF)
– Intrusion Detection and Prevention Systems
– Network Access Control
– DDoS Protection
– Programmazione cyber security aziendale
– Aggiornamento sistemi operativi e appliance
– Politiche di backup e disaster recovery

Analisi delle vulnerabilità del codice e delle applicazioni web

– in modalità statica SAST (Static Application Security Testing), .
Questo tipo di analisi permette di individuare potenziali bug di sicurezza presenti nel codice sorgente o nelle versioni compilate del codice.

– in modalità dinamica DAST (Dynamic Application Security Testing), con l’individuazioni di potenziali vulnerabilità sfruttabili dall’esterno.
La scansione delle applicazioni web, normalmente dall’esterno, viene eseguita per cercare vulnerabilità di sicurezza come Cross-site scripting, SQL Injection, Command Injection, Path Traversal e configurazione del server non sicure.

Servizi e server Trenitalia off-line

Il servizio di biglietteria Trenitalia down per molti minuti

Giovedì 20 Ottobre 2022, i server dei sistemi di biglietteria di Trenitalia.it non funzionano dando disservizio a numerosi utenti.

Servizi e server Trenitalia off-line

Internal Server Error – Read

The server encountered an internal error or misconfiguration and was unable to complete your request.

Il servizio ha reso indisponibile il servizio di biglietteria a partire dalle 18.20 circa per oltre mezzora.

Proteggere WordPress da attacchi brute force

Come proteggere WordPress da continui tentativi di accesso non autorizzato?

State usando un server web per ospitare una o più installazioni del famoso e diffuso CMS WordPress? Allora quasi di sicuro riceverete migliaia di tentativi di accesso al pannello amministrativo dei siti realizzati con tale CMS.
Si tratta appunto di attacchi “brute-force”, per tentativi.
Se le password utilizzate sono robuste probabilmente gli accessi saranno bloccati. Purtroppo pero’, a volte, tali attacchi vanno a buon fine e, in genere gli accessi illegali sono usati per rubare dati sensibili, per installare malware nel sito compromesso o per inviare spam sfruttando le funzionalità del server. Per questo è necessario proteggere WordPress da questi tentativi.

Proteggere WordPress da attacchi brute force

Come sappiamo di essere vittime di questi attacchi brute-force rivolti a WordPress?

Possiamo controllare nei log e noteremo la ripetizione di righe di questo tipo:

46.161.27.153 – – [26/Sep/2022:06:28:41 +0200] “POST /wp-login.php HTTP/1.1″ 200 4522 “-” “Mozilla/5.0 (Windows NT 6.3; WOW64; rv:43.0) Gecko/20100101 Firefox/43.0”
46.161.27.153 – – [26/Sep/2022:06:33:27 +0200] “POST /wp-login.php HTTP/1.1″ 200 4515 “-” “Mozilla/5.0 (Windows NT 6.3; WOW64; rv:43.0) Gecko/20100101 Firefox/43.0”
46.161.27.153 – – [26/Sep/2022:06:33:30 +0200] “POST /wp-login.php HTTP/1.1″ 200 4522 “-” “Mozilla/5.0 (Windows NT 6.3; WOW64; rv:43.0) Gecko/20100101 Firefox/43.0”
46.161.27.153 – – [26/Sep/2022:06:37:43 +0200] “POST /wp-login.php HTTP/1.1″ 200 4515 “-” “Mozilla/5.0 (Windows NT 6.3; WOW64; rv:43.0) Gecko/20100101 Firefox/43.0”
46.161.27.153 – – [26/Sep/2022:06:40:16 +0200] “POST /wp-login.php HTTP/1.1″ 200 4522 “-” “Mozilla/5.0 (Windows NT 6.3; WOW64; rv:43.0) Gecko/20100101 Firefox/43.0”

Come si può notare, gli IP da cui viene eseguito il tentativo di accesso sono ripetuti. Questo è un chiaro segno che l’accesso non è avvenuto e che si sta verificando una serie di tentativi al fine di individuare una password corretta. Normalmente vengono utilizzati vocabolari contenti migliaia di password tra le più diffuse oppure vocabolari costruiti analizzando dati relativi alla vittima (sito web, pagine social, informazioni personali, etc.)

Quasi certamente sul server avrete gia’ installato un firewall ma questo non previene i tentativi e non può bloccare l’attacco.

Come bloccare l’attacco brute-force e proteggere WordPress?

Se utilizzate come firewall il diffuso CSF (ConfigServer Security & Firewall), spesso si trova installato nelle installazioni cPanel. Questo firewall dispone di un componente, LFD, che verifica i tentativi di login al diversi servizi.
Può inoltre essere customizzato per integrare nuove regole di riconoscimento.
Possiamo pertanto personalizzare il file regex.custom.pm che si trova nella cartella di installazione del firewall ed aggiungere le seguenti righe.

# WP-LOGINS
if (($globlogs{CUSTOM1_LOG}{$lgfile}) and ($line =~ /(\S+).] “\w(?:GET|POST) \/wp-login.php.*” /)) {
return (“WP LOGIN BRUTE FORCE”,$1,”WPLOGIN_FAILURE”,”6″,”80,443,21,22,25,23″,”900″);
}

Dovremo inoltre indicare che tra i log da analizzare ci sono anche quelli del web server (apache), modificando il parametro CUSTOM1_LOG=….

A questo punto, dopo aver riavviato firewall e demone LFD, se la pagina di login sarà richiamata più di 6 volte in un breve lasso di tempo, il firewall bloccherà per 900 secondi gli accessi alle porte usate dal web server ed anche ad altri servizi (ssh, smtp, ftp, etc).

Come verifico se sta funzionando la protezione di WordPress dagli attacchi?

Nel log del sistema di controllo degli accessi, LFD, troveremo traccia dei tentativi di accesso bloccati etichettati con il testo “WP LOGIN BRUTE FORCE”. Le linee si presenteranno nel seguente modo:

Sep 26 07:40:32 host100 lfd[29428]: (WPLOGIN_FAILURE) WP LOGIN BRUTE FORCE 198.98.60.32 (US/United States/ns1.boltflare.com): 6 in the last 3600 secs – Blocked in csf for 900 secs [LF_CUSTOMTRIGGER]
Sep 26 07:41:18 host100 lfd[29689]: (WPLOGIN_FAILURE) WP LOGIN BRUTE FORCE 188.166.236.35 (SG/Singapore/-): 6 in the last 3600 secs – Blocked in csf for 900 secs [LF_CUSTOMTRIGGER]
Sep 26 07:49:41 host100 lfd[32366]: (WPLOGIN_FAILURE) WP LOGIN BRUTE FORCE 188.166.183.39 (SG/Singapore/agvn.net-alpine): 6 in the last 3600 secs – Blocked in csf for 900 secs [LF_CUSTOMTRIGGER]

Questo è uno dei vari modi che abbiamo per proteggere WordPress da attacchi brute-force, in particolare è efficace se non possiamo adottare altre soluzioni più restrittive.

Vuoi attivare la protezione di WordPress ma preferisci che questo venga fatto da sistemisti esperti? Puoi richiedere il supporto di Sicurezzarete.

Vulnerabilità di Exchange mail server

Sono gravi le quattro vulnerabilità di Exchange comunicate da Microsoft, molte sono infatti le aziende che sono state attaccate e al quale sono stati rubati i dati contenuti nelle caselle di posta elettronica. Dati preziosi di aziende ma anche di università, centri di ricerca ed enti non governativi.
Le installazioni coinvolte sono molte: Exchange Server 2010, 2013, 2016 ed Exchange Server 2019, molto diffuse anche in Italia.

Exchange vulnerabilita mail server
Vulnerabilita’ mail server

Aggiornamento e patch di Exchange

Microsoft ha promesso che ci sara’ un aggiornamento, ma seguendo il ciclo tradizionale di patch (non vi saranno update, quindi, ancora almeno per qualche giorno). Riportiamo le descrizioni ali delle quattro vulnerabilità:

UPDATE: CVE-2022-2327 Microsoft Exchange Server Remote Code Execution Vulnerability (Ulteriore vulnerabilita’ di grado CVSS SCORE 8.8 !)

Attraverso un attacco da remoto gli hacker sono grado di prendere il controllo del server e di sottrarre i dati contenuti nel server della posta elettronica e i messaggi archiviati.

Secondo alcuni centri di ricerca l’attacco non si limita alle sole azienda negli stati uniti ma sta avvenedo a scala globale, pertanto è altamente probabile che aziende ed utenti in Italia possano essere state vittime di questo attacco e furto di informazioni.

Soluzioni

Purtroppo finchè il server non viene patchato o sostituito con altra installazione il problema sussiste e il servizio puo’ essere attaccato.

Chi volesse non avere piu’ costi e rischi di una installazione Exchange per la gestione della posta elettronica puo’ sostituire l’installazione con il nostro sistema integrato SRmail, un sistema basato su Linux, performante e sicuro.

Assistenza server Linux

Servizi di gestione completa e assistenza di server Linux in outsourcing

Massimizzare l’efficienza delle infrastrutture informatiche aziendali e abbatterne i costi in tempi rapidi.

Assistenza Linux

I sistemi operativi basati sul kernel Linux rappresentano oggi il cuore di una parte significativa delle infrastrutture informatiche globali. Dalle piccole imprese alle Big Tech internazionali come Amazon™, Facebook™, Google™ e persino istituzioni finanziarie di rilievo come il London Stock Exchange™, Linux è la piattaforma di riferimento per affidabilità, scalabilità e sicurezza.
Anche Android™, il sistema operativo mobile più diffuso al mondo, si basa su tecnologia Linux, confermandone la solidità e la versatilità.

I server Linux offrono tutta la potenza e la flessibilità necessarie per supportare ambienti complessi e in continua evoluzione. Consentono di ottenere prestazioni elevate, livelli di sicurezza avanzati e una significativa riduzione dei costi legati a licenze, hardware e gestione operativa.

Affidarsi a un servizio di assistenza sistemistica in outsourcing permette di ottimizzare le risorse del reparto ICT, garantendo continuità operativa, competenze specialistiche e un’infrastruttura sempre sotto controllo.

Sicurezzarete è specializzata nell’assistenza sistemistica e nei servizi di supporto Linux in outsourcing.

Sicurezzarete, con i servizi di assistenza sistemistica offerti, consente di eliminare un’ampia gamma di problemi tecnici che possono emergere nel reparto IT aziendale.
Siamo in grado di fornire modifiche all’infrastruttura e risolvere problemi senza richiedere una visita in loco.
Rispetto alle società di supporto sistemistico tradizionali, offriamo un approccio moderno nel settore IT per i servizi Linux.
Attraverso gli interventi 100% da remoto le soluzioni sono molto più veloci ed economiche.
Dal 2000
SicurezzaRete gestisce server Linux per conto di numerose aziende e ne garantisce la continuità di funzionamento, la sicurezza e le elevate prestazioni.
SicurezzaRete fornisce i seguenti servizi di consulenza e assistenza Linux:

Gestione server, assistenza Linux, manutenzione 

Tra le nostre attività principali ci sono gli interventi su molteplici setup riguardanti i server Linux.

Gestione server Linux da remoto di server in housing e in hosting

Server managed in outsourcing

Risoluzione di problemi sistemistici

Amministrazione, manutenzione, supporto sistemistico e gestione dei server remoti presso i maggiori hosting provider

Setup e configurazione server Linux

Le nuove installazioni di server permettono il massimo grado di personalizzazione e di controllo.

Installazione, aggiornamento, manutenzione server in sede e da remoto

Consulenza Linux, riduzione costi, ottimizzazioni

Spesso i nostri migliori intervento ricade nella collaborazione ed interazione con il cliente che può operare scelte ottimali dopo aver descritto esattamente le proprie richieste ed aver da noi ricevuto precise indicazioni su come ottenere quel che occorre con miglior tecnologia disponibile al miglior costo.

assistenza nella scelta delle soluzioni di hardware fisico o virtuale e nel tipo di setup

consulenza nella scelta del provider, del piano hosting, dei sistemi Linux

ottimizzazione dei server senza upgrade hardware o del piano hosting

migrazione server in remoto (server fisici, VPS, cloud)

migrazione dei sistemi operativo da proprietari ad open source

consolidamento macchine e servizi con la virtualizzazione

Sicurezza informatica

Un fattore centrale, da sempre nella nostra attività, è stato quello della sicurezza informatica. Condizione oggi più che mai necessaria per avere la continuità dei servizi.

verifica e ottimizzazione dello stato di sicurezza di reti e apparati

consulenza informatica sulle protezione dei dati

sistemi di automazione di backup per prevenire il danneggiamento dei dati aziendali e task ripetitivi

Supporto e gestione reti

Imprescindibile ormai per qualsiasi azienda grande, media o piccola, è un sistema informatico efficiente.

installazione, configurazione e manutenzione della rete aziendale (router, firewall, apparati di rete, LAN). Per permettere alla tua azienda di essere sempre operativa

Sviluppo applicazioni web

L’ambito operativo dove SicurezzaRete è nata e ha maggiore esperienza. Conosciamo pertanto le problematiche che presenta ma anche le grandi opportunità che offre.

Sviluppo “chiavi in mano” di applicativi web aziendali e sistemi di automazione e di interfacciamento

Vulnerabilità VMWare grave 9.8 su 10

Una grave vulnerabilità ai sistemi di virtualizzazione VMware, versioni 6.5, 6.7 e 7.0 è stata di recente scoperta e pubblicata del produttore (il 25 maggio 2021).
La falla al sistema affligge la componente VMWare vCenter, e permette di eseguire comandi con pieni privilegi amministrativi da remoto senza nessuna autenticazione.
La vulnerabilità VMware e’ cosi’ grave e facilmente sfruttabile che e’ stata classificata (CRITICAL) con punteggio 9.8 su 10 da sistema CVSS 3.x.
Se il servizio e’ in ascolto accessibile dalla porta TCP 443 (configurazione tipica e molto diffusa) si puo’ avere pieno controllo del sistema operativo ed eseguite qualsiasi operazione.
Stanno da giorni circolando script che permettono di sfruttare facilmente la falla indicata e sono gia’ stati rilevati numerosissimi attacchi ai sistemi accessibili dalla rete.

vulnerabilità VMware
vulnerabilità VMware

Riferimenti
Data: 2021-05-25
CVE(s): CVE-2021-21985, CVE-2021-21986
Prodotto affetto: VMware vCenter Server updates address remote code execution and authentication vulnerabilities
URL: VMSA-2021-0010 (vmware.com)