Vulnerabilità WordPress, milioni di siti a rischio.

La vulnerabilita’ di WordPress
WPBakery, un diffuso plug-in per WordPress che svolge la funzionalita’ di editor html, ha una grave vulnerabilità che consente agli utenti con livello di autore e collaboratore di iniettare JavaScript e HTML dannosi in post e pagine. Il difetto interessa tutti i siti WPBakery che utilizzano la versione 6.4 e precedenti e coinvolge oltre 4 milioni di siti web.

Vulnerabilità WordPress WPbakery

I dettagli del problema
Wordfence ha scoperto una vulnerabilità nel famoso page builder di WPBakery (vedi articolo Wordfence del 7 ottobre 2020). La falla consentiva ad attaccanti autenticati con livello di contributore e autore di iniettare codice JavaScript dannoso in post e pagine. Inoltre, la vulnerabilità consente a questi utenti di modificare i post di altri utenti.

Ciò accade perché WPBakery ha disabilitato i controlli di filtraggio post-HTML predefiniti nella funzione saveAjaxFe. Pertanto, qualsiasi utente con accesso al generatore di pagine potrebbe potenzialmente iniettare HTML e JavaScript. Inoltre, la funzionalità onclick di WPBakery per i pulsanti consente agli hacker di aggiungere codice javascript dannoso in un pulsante che viene eseguito quando gli utenti fanno clic su di esso.
Le vulnerabilità wordpress nei plug-in e nei temi non sono nuove. Quindi, è una buona idea seguire alcune best practice di sicurezza per mantenere il tuo sito al sicuro. Infine, per prevenire attacchi DDOS e tenere a bada gli hacker.

Soluzione
La buona notizia è che c’è una soluzione rapida: aggiorna WPBakery all’ultima versione 6.4.1. Quindi ti consigliamo di aggiornare il generatore di pagine il prima possibile. Inoltre, tieni d’occhio tutti gli account a livello di contributore e autore per assicurarti che siano affidabili.

Utilizzi il page builder di WPBakery? Hai aggiornato all’ultima versione? Quale e’ lo stato degli altri plug-in? Se non sai come fare per aggiornare o hai poco tempo affidati a professionisti attraverso un contratto di assistenza.

Falla su OpenVPN

Scoperta una falla di sicurezza sul pacchetto opensource piu’ usato per costruire connessioni sicure attraverso VPN. Il pacchetto e’ alla base di moltissime infrastrutture basate su Linux e in appliance che offrono la possibilita’ di creare con facilita’ tunnel criptati per la creazione di reti private virtuali.
Il bug di sicurezza OpenVPN e’ stato scoperto da Lev Stipakov e segnalata sulla lista degli sviluppatori il 15 Aprile 2020. E’ gia’ stata creata una patch al codice che corregge il problema.

VEDI sito web OpenVPN
Al bug e’ stato assegnato un codice CVE (Common Vulnerability Exposure), il CVE-2020-11810
Vedi sito web MITRE
Non e’ ancora chiara la gravita’ della falla cosi’ come la possibilità’ di sfruttarla per compiere operazioni non autorizzate. Non si sa neppure se esistono exploit 0day che hanno utilizzato tale falla. Non ancora classificato il bug di sicurezza nel’archivio NVD (National Vulnerability Database).
A breve i diversi vendor procederanno all’aggiornamento dei pacchetti, alcuni di essi lo hanno gia’ fatto (Slackware in primis)
Vedi sito web Slackware

Denial of service web server linux, danni economici e soluzioni

Segue un caso reale di Denial Of Service Distribuito di web server linux risolto da SicurezzaRete.

Scenario: Contatto di azienda che eroga contenuti multimediali a pagamento. Richiesta assistenza per server bloccato poiche’ sotto attacco di tipo Denial Of Service da 10 giorni.

Richiesta ricevuta da SicurezzaRete: “Da alcuni giorni il nostro server subisce degli attacchi ddos. Nonostante il sito sia protetto da cloudflare e dal firewall CSF questo hacker riesce a tenerlo giù per ore, fino a che il provider N….cheap blocca l’ip per troppi accessi… Abbiamo assolutamente necessità che in giornata il sito sia messo in sicurezza…”

Tipo: messa in sicurezza e ripristino servizio.

Priorita’: urgente

Danni stimati: 35.000-45.000 Euro di mancato fatturato in 10 giorni.

Giorno 0
Analisi: Il problema e’ causato da un attacco Denial of service distribuito (DDOS) presumibilmente generato con strumenti tipo memcrashed (sfruttano circa 80.000 host compromessi per generare un effetto moltiplicatore di traffico UDP) usati per saturare la banda disponibile per l’host.

Alla ripetuta sollecitazione al provider (N…cheap) la risposta e’ deludente e mostra la loro impossibilita’ tecnica di bloccare il Denial of service:
We are afraid that the DDoS attack is still in place (UDP pkts/s > 8000; 622.60Mb/s). This time on on 198.x.y.z again. The next network block will expire within half an hour. Reboot won’t help here.
We are deeply sorry.

Giorno 1
Azione 1: apertura canale sul server bloccato
Azione 2: attivazione nuovo server presso un provider con dispositivi adeguati di protezione anti-DDOS
Azione 3: messa in sicurezza totale dei servizi sul nuovo server. Configurazione DNS corretta.
Azione 4: migrazione verso nuovo server di tutta la piattaforma. Ottimizzazione server.
Azione 5: configurazione per accessibilita’ della macchina solo da front-end (Cloudflare).
Azione 6: ripristino del servizio, avvenuto entro 36 ore dalla prima chiamata.

Nuovo attacco di tipo diverso verso Cloudflare. Rallentamento del server.
Azione 7: creazione script per interazione attraverso API Cloudflare per protezione dinamica della macchina. Servizi completamente operativi ed efficienti. Il Denial of service del web server linux non e’ piu’ efficace.

Conclusioni:
a) si consiglia di affidarsi a provider di buon livello in particolare se si tratta di business on-line dove i disservizi possono generare danni economici significativi.
b) affidarsi a sistemisti esperti (SicurezzaRete) per la soluzione di problemi tecnici di rete e/o sistemistici complessi.

Denial of service web server linux

Richiedi assistenza per Denial of service web server linux

Meltdown, Spectre: la bufera informatica del 2018, a rischio la maggior parte dei computer.

Il 4 gennaio scorso sono state scoperte (da gruppi indipendenti) e rivelate 3 gravi vulnerabilità informatiche legate ai microprocessori moderni.
Le vulnerabilita’ affliggono Personal Computer, server, dispositivi mobili (tablet e telefoni) e servizi Cloud.
I bug chiamati Spectre, in due varianti, e Meltdown, possono essere usate per sferrare un attacco (side-channel) e sottrarre informazioni dai sistemi informatici su cui sono presenti. Tra queste password, file, documenti, immagini.
Il bug puo’ essere sfruttato sia su sistemi Windows, Linux e su Mac OSX.

Vulnerabilita Meltdown Spectre

L’allarme lanciato e’ grave e i grandi vendor e provider (Google, Amazon, Microsoft, etc.) sono tutti in fermento per individuare ed applicare soluzioni. In particolare la fonte autorevole Graz University of Technology, che e’ tra gli scopritori del problema, indica alcune allarmanti domande e risposte (FAQ), tra queste:

Sono interessato dalla vulnerabilità?
Sicuramente, sì.

Cosa può essere trapelato?
Se il tuo sistema è interessato, il nostro exploit proof-of-concept può leggere il contenuto della memoria del tuo computer. Questo può includere password e dati sensibili memorizzati nel sistema.

Alle aziende che gestiscono server e intendono mettere in sicurezza i loro sistemi informatici consigliamo di affidarsi ad esperti si sicurezza informatica (vedi SicurezzaRete).

 

VIDEO DIMOSTRATIVI


Riferimenti
https://meltdownattack.com/

CVE-2017-5715 (branch target injection – Spectre)
CVE-2017-5753 (bounds check bypass – Spectre)
CVE-2017-5754 (rogue data cache load – Meltdown)